L’antitesi gioco-serietà resta sempre un’antitesi instabile. Il gioco sa innalzarsi a vette di bellezza e di santità che la serietà non raggiunge
J. Huizinga, Homo ludens
Sperimentare strumenti di didattica innovativa capaci di stimolare la partecipazione degli studenti è da sempre una peculiarità della Facoltà di Scienze della Comunicazione. Stavolta l’escamotage è scommettere sui risultati di ascolto della televisione, attivando in parallelo un percorso di formazione e ricerca sui pubblici diretto anche a capire i meccanismi di costruzione dell’offerta, la distribuzione delle risorse, la logica degli investimenti.
Si tratta di una scelta volutamente e provocatoriamente in controtendenza rispetto alla generica questione sulla “affidabilità” dei dati Auditel, ma quel che interessa in questa sede è provare a sedimentare una “cultura del dato”, assumendo l’agenzia ufficiale per la rilevazione degli ascolti come “base per esercitazioni” utili ad un avvicinamento sistematico alla trattazione dei consumi culturali. Ancorare la riflessione ai “numeri” significa superare le letture impressionistiche a favore di una coltivazione socio-culturale di lungo periodo in grado di monitorare e capire le trasformazioni in atto.
Anche per questo rilanciamo all’attenzione del pubblico dibattito una riflessione sulla vecchia televisione, partendo proprio dalla “conta dei telespettatori” nella convinzione che una corretta fenomenologia di gusti, orientamenti e tendenze della società non può prescindere da questo medium. Che lo si voglia o meno è da esso che si deve partire per cercare di capire le nuove forme di visione.
Mario Morcellini |